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      SUPERVISIONI CLINICHE

    Uno sguardo "altro", da una finestra diversa dalla nostra, può aiutarci a vedere meglio anche il lavoro coi nostri pazienti, a capire più a fondo come ci sentiamo nel portarlo avanti, ad ascoltarci più intimamente, e a orientarci verso i possibili "passaggi segreti" nei momenti di impasse...



    Il tipo di supervisione che offro ai colleghi è uno spazio trasformativo orientato in primis sui processi, più che sui contenuti o sulle tecniche.
    Certo ho bisogno di farmi anche un'idea della situazione per la quale il paziente ha chiesto aiuto, di come la sta affrontando, di alcune sue caratteristiche, ma la mia attenzione nel corso della supervisione si sofferma sopratutto sul vissuto del collega che mi chiede il confronto.

    Qual è il nostro fine?

    Proveremo a capire insieme come mai si avvertono difficoltà, quali nuclei difficili e quali emozioni si stanno smuovendo, che tipo di domanda indiretta potrebbe esserci dietro la richiesta esplicita del paziente e che ruolo potrebbe assumere, quale possibile schema relazionale si è attivato, da cosa ci si sente agganciati e in che modo tutto questo risuona con i propri vissuti personali.
    In sostanza, l'obiettivo è comprendere più a fondo quali sono i propri meccanismi di “funzionamento”, e quali aspetti specifici tendono ad essere sollecitati da quella specifica persona che si sta seguendo, così da ottimizzare i propri interventi terapeutici.

    Lavorare principalmente sulla relazione e sugli aspetti processuali consente di offrire un supporto e un orientamento transteorico, ed aiuta ogni collega - indipendentemente dall'approccio cui aderisce - ad attingere in modo più creativo e mirato alla propria "cassetta degli attrezzi" teorico-tecnica, alle sue personali risorse, abilità, competenze nell'ascoltare i pazienti, stare al loro fianco, aiutarli ad aiutarsi.
    Da parte mia potrò suggerire anche alcuni possibili modus operandi, o proporre delle ipotesi su aspetti specifici del funzionamento dei pazienti, naturalmente nel rispetto della cornice in cui si muovono i colleghi stessi.

    Supervisione è fare un pezzettino di strada insieme nell'accompagnare le persone che seguiamo nel nostro lavoro. E' unire le forze, le competenze, le energie. Nella mia esperienza, è qualcosa di molto bello e nutriente.

    Quanto tempo ci serve?

    La supervisione dura quanto basta: a volte ci basterà lo spazio di un solo colloquio, a volte qualcuno in più, specie quando emergono vissuti particolarmente dolorosi di cui può essere utile occuparci insieme, per non sentirsi soli nello starci, e nel gestirli.
    Altre volte la supervisione può essere la bussola e il faro che ci guidano nelle fasi più delicate del percorso con uno specifico paziente.
    Ci sono anche volte in cui la supervisione ci aiuta a capire che non siamo le persone più adatte per accompagnare il nostro paziente, e ad autorizzarci a sentire che "non dipende tutto da noi", che possiamo affidarlo a un altro collega.

    Come ci organizziamo?

    Possiamo lavorare insieme sia nel mio studio a Milano, sia online via Skype o altro canale di comunicazione comodo per entrambi.
    Qui ci sono tutti i miei contatti. Sono anche su WhatsApp.

    Il mio onorario per un colloquio di supervisione è di 60 Euro, comprensivo in fattura del 2% ENPAP.

    Ringrazio per la fiducia i colleghi che mi vorranno al loro fianco!









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